Si segnala importante sentenza della Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Toscana, in materia di riscatto dei servizi e riliquidazione del trattamento pensionistico.
Il militare appartenente all’Esercito Italiano ha chiesto all’INPS il riscatto del periodo che va dal 1/01/1981 al 01/06/1991 come periodi di preruolo, con la maggiorazione di 2 anni e 1 mese in più. L’INPS ha negato il beneficio, sostenendo che il militare avesse superato il massimo riscatto previsto di cinque anni. Il militare ha dunque trascinato l’INPS in giudizio.
Con sentenza depositata il 20/10/2025, il Giudice unico delle pensioni ha accolto il ricorso affermando un principio di particolare rilievo per tutti gli appartenenti alle Forze Armate: è legittimo il riscatto, ai fini della c.d. “maggiorazione del quinto”, dei periodi di servizio non operativo (“servizi comunque prestati”) svolti prima del 1998, anche se la domanda viene presentata quando il limite massimo quinquennale di maggiorazione risulta già formalmente raggiunto.
La Corte ha chiarito che ciò che rileva non è il momento della presentazione dell’istanza amministrativa, come sostenuto dall’INPS sulla base di circolari interne, bensì il momento storico in cui il servizio è stato effettivamente prestato. Ne consegue l’illegittimità dei dinieghi fondati su una lettura meramente cronologica e restrittiva, oggi definitivamente superata.
Di particolare impatto è anche il secondo profilo affrontato nella decisione. La Corte dei Conti ha infatti riconosciuto il diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico secondo il sistema retributivo, una volta perfezionato il riscatto, laddove ciò consenta di superare la soglia dei 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Si tratta di un passaggio decisivo, perché consente di abbandonare il meno favorevole sistema misto e di ottenere un trattamento economico significativamente più vantaggioso, con un aumento di pensione che ammonta a circa 500,00 mensili in più.
La sentenza si pone in linea con l’orientamento espresso dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, confermando una lettura costituzionalmente orientata della normativa previdenziale militare e valorizzando il principio di effettività della tutela pensionistica.
Questa decisione rappresenta un precedente di grande rilevanza per migliaia di militari, sia in servizio sia in quiescenza o in ausiliaria, che si sono visti negare nel tempo il riconoscimento di periodi di servizio fondamentali per la propria carriera previdenziale. È una pronuncia che apre concrete prospettive di tutela e che dimostra come sia possibile contrastare con successo interpretazioni amministrative penalizzanti e non conformi alla legge.


