Se la tua patologia dipende dal servizio, va dimostrato. Non basta saperlo.

Il riconoscimento della causa di servizio apre la strada all’equo indennizzo e alla pensione privilegiata. Ma l’obiettivo si raggiunge analizzando il fascicolo: su cosa dimostra, e su come lo dimostra. Può agire sia chi è in servizio sia chi è già in pensione.

Anche se hai già ricevuto un diniego. La prima analisi dei documenti è senza impegno.

Tra "è successo in servizio" e "risulta agli atti" c'è di mezzo la pratica.

Il nesso tra l’attività che hai svolto e quello che ti porti addosso per te è ovvio. Per il Comitato di Verifica non lo è: deve risultare dal fascicolo.

Le carte quasi mai raccontano la storia da sole. La documentazione sanitaria descrive una patologia ma non dice da dove arriva. Lo stato di servizio elenca le sedi ma non le condizioni. Nel mezzo c’è il collegamento, che va costruito.

Per questo molte domande vengono respinte pur essendo fondate. Non manca il diritto: manca la prova organizzata nel modo corretto.

Cosa facciamo

Valutiamo se la domanda ha basi

Prima di tutto ti diciamo con franchezza se il nesso è documentabile. Se non lo è, te lo diciamo subito.

Costruiamo il fascicolo

Mansioni, esposizioni, eventi specifici, cronologia dei sintomi, documentazione sanitaria. Ogni pezzo messo in relazione con gli altri.

Seguiamo l'iter

Deposito dell’istanza e assistenza in tutta la procedura amministrativa, fino alla pronuncia del Comitato di Verifica.

Se arriva un diniego, valutiamo l'impugnazione

Molti provvedimenti negativi si reggono su un’istruttoria incompleta. Ma i termini sono stretti: qui il tempo conta davvero.

Cosa ricevi

Con il riconoscimento della causa di servizio, gli appartenenti ai comparti Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico possono ottenere un ristoro economico e tutte le tutele previste dalla legge (art. 12 DPR 461/2001).

La verifica è affidata alle Commissioni Mediche Ospedaliere e, in seguito, al parere tecnico del Comitato di Verifica delle Cause di Servizio. Il procedimento si conclude con un decreto dell’amministrazione con il quale viene concessa o negata la causa di servizio.

Benefici: retribuzione integrale per i periodi di aspettativa presi a causa delle infermità riconosciute e rimborso delle spese di cura; maggiorazione degli scatti di anzianità (2,50% per le categorie dalla I alla VI, 1,25% per le categorie VII e VIII, legge 539/1950); equo indennizzo; indennità una tantum se dalla menomazione derivi un’invalidità che non comporti l’inidoneità assoluta ai servizi d’istituto; trattamento pensionistico di privilegio alla cessazione del servizio.

Ha senso se:

Non ha senso se:

Documenti da preparare

Sui termini

I termini per questa procedura sono stretti, sia per presentare l’istanza sia per impugnare un diniego davanti al TAR. Se i termini per il TAR sono decorsi, per la causa di servizio e la pensione privilegiata è sempre possibile intervenire davanti alla Corte dei Conti. Se hai un dubbio sulla data, scrivici prima di verificare tutto il resto.

La domanda di riconoscimento va presentata entro e non oltre 6 mesi dalla malattia/infermità o dalla venuta a conoscenza della malattia.

Il riconoscimento può essere richiesto anche quando la menomazione dell’integrità fisica si manifesta entro cinque anni dalla cessazione del rapporto di impiego, elevati a dieci per le invalidità derivanti da infermità la cui causa non sia definita o comunque non dipendente da altri processi morbosi.

Il beneficio migliore è avere diritto alla pensione privilegiata: se riconosciuta, comporta un aumento del 10% sulla pensione e fino a un massimo di cinque anni di arretrati.

Domande frequenti

Spesso sì. Molti dinieghi si fondano su una valutazione del nesso che si può contestare. Va però verificato nei termini di impugnazione, che sono brevi per il ricorso al TAR. Senza limiti di tempo per il ricorso davanti alla Corte dei Conti.

Sono due benefici distinti che derivano dallo stesso riconoscimento: il primo è un indennizzo una tantum, il secondo incide sul trattamento pensionistico. Il trattamento pensionistico di privilegio spetta alla cessazione del servizio. In caso di rigetto, il ricorso si propone alla Corte dei Conti per la causa di servizio e la pensione privilegiata, al TAR per l’equo indennizzo e la causa di servizio.

Per i civili (come i funzionari dello Stato) si attua la tutela INAIL. Il personale in servizio transitato ai ruoli civili può proporre ricorso per il riconoscimento della causa di servizio e della pensione di privilegio, anche se risulta assunto da civile presso l’amministrazione ministeriale di appartenenza. Contattaci per ogni delucidazione.

Dipende dalla sede e dalla completezza del fascicolo: un fascicolo fatto bene accorcia i tempi più di qualsiasi sollecito. Il giudizio ha una durata media di 1 anno.

La procedura prevede una valutazione medico-legale. La verifica è affidata alla Commissione Medica Ospedaliera, a cui segue il parere tecnico del Comitato di Verifica delle Cause di Servizio. Ti prepariamo su cosa aspettarti e su cosa portare.

No, e diffida di chi lo promette. Ti diciamo quanto è solido il nesso documentabile: da lì decidi tu.

Avv. Davide Ignazio Marceca seduto alla scrivania con il portatile

Il primo passo non è la domanda. È capire se regge.

Mandaci la documentazione sanitaria e la documentazione amministrativa della causa di servizio. Ti diciamo se il nesso è dimostrabile e come.

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